mercoledì 18 gennaio 2017

Lungo la linea del tempo transgenerazionale

Eccola lì, la perfezione dell'equilibrio cosmico,  sempre in agguato per condurci avanti di un altro nuovo ed entusiasmante passo verso la libertà interiore.
Sabato scorso ho partecipato per la seconda volta ad una sessione sulle costellazioni familiari. Dopo l'emozionante scoperta-conferma di luglio scorso - quando per inciso ho potuto lasciare andare alla luce il mio amatissimo gemello prematuramente scomparso - ho ben chiaro dentro di me che in questi incontri avviene qualcosa di speciale. Si tratta di un'esperienza unica ed imprevedibile, durante la quale si sciolgono nodi transgenerazionali molto profondi. Con il sostegno del gruppo, per un'insondabile legge di risonanza che vince su ogni speculazione razionale a tre dimensioni, è stata superata una distanza e l'amore ha ricominciato a scorrere dove prima per paura veniva negato. Non posso spiegare a parole un'esperienza che va vissuta e sentita  dentro, ma solo comunicarne con entusiasmo il grandioso potenziale. Questo sarà per me l'anno della riconciliazione con la famiglia, presente, passata e futura.

lunedì 11 luglio 2016

Il ritorno è l'inizio di un nuovo viaggio

Sono passati quattro anni dall'ultimo post e tanta vita. Oggi sono di nuovo qui, più forte dopo la burrasca. Pensavo che il mio tempo fosse finito, eppure muovo ancora solidi passi. Nell'attesa di me, la mia creatura è rimasta a galla grazie a tutti voi lettori, che mi avete sostenuta nella difficoltà con la vostra energia. 
Un grazie dal profondo. È bello riabbracciarvi tutti. Amici, sono tornata.

lunedì 20 febbraio 2012

Ann Boroch si racconta

Visto il successo del post sul libro di Ann Boroch, vi suggerisco questo filmato autobiografico della stessa autrice. Siamo sicuri che per molti risulterà davvero interessante. Il libro di riferimento è facilmente reperibile anche in Italia. 

 Bibliografia consigliata: ANN BOROCH, Guarire dalla sclerosi multipla, ed. Punto d'incontro, luglio 2009.



giovedì 9 febbraio 2012

A precipizio nel labirinto

Il minotauro è spaventoso, oggi non si muove ma mi osserva con occhio ferino. Stupida bestia pencolante. Il segreto per batterti è ringhiare più forte di te.

domenica 25 dicembre 2011

Pausa involontaria per un salto quantico

Ciò che rende unica la vita è anche la sua capacità di sorprenderci. E sorprendere me, con le mie continue fluttuazioni premonitrici, emotive e razionali, non è certo facile. 
Eppure, in questo breve ma intensissimo periodo di assenza, ho sperimentato la forza della persuasione dell'esistenza. Uno scoppio sordo, e il mio pc ha lasciato questo mondo dignitosamente, dopo anni di encomiabile carriera. La sua scheda madre ha smesso di respirare, gettandomi nell'assoluta impossibilità di comunicare con il mondo esterno. Un nodo centrale per chi, come me, ha un congenito conto in sospeso con la comunicazione profonda, quella che tocca il cuore, che esce dall'anima e attinge dall'inconscio più profondo, dall'Essere superiore. Ecco che, in questo turbinio di richieste inevase, il mio sistema ha preteso una pausa, affinchè la mia coscienza potesse riflettere se stessa e nel riflesso, finalmente, osservarsi e riconoscersi.
E' vero, è un momento di importanti trasformazioni, di scelte mature, di cambiamenti forti e a lungo desiderati. Una tauromachia divina, che si consuma nell'antro del Minotauro, chimera indiscussa di terrificanti e dolorosi dedali interiori. Urgeva una visione dall'alto, prima di immergersi ancora nell'esistenza, con una pelle nuova, una vibrazione quanticamente superiore. 
La mia tiroide, piccola farfalla avvolgente e costruttiva, ha diretto questa orchestra celeste, richiamandomi all'ordine delle secrete cose, che sono al contempo segrete e secrete, perchè misteriore e liberate dal centro vitale della gola, la comunicazione fra l'alto e il basso, il punto in cui la terra e il cielo si incontrano unendosi in un amplesso animico profondo.
Mi è stato chiesto di più, e ho risposto alla chiamata del mio essere con una discesa agli Inferi segreta e intima. E ora ringrazio quelle forze che hanno "spento" a forza la mia comunicazione verso l'esterno "uccidendo" il mio computer, primo passo per la proiezione verso la comunicazione interiore. 
Così, come un naufrago che ritorna fra i vivi dopo un lungo isolamento, mi riaffaccio cauta e guardinga sulla scena delle mie parole, lieta di essere nuovamente qui.



lunedì 12 dicembre 2011

Pausa emotiva dal dominio dell'ego

Non sono morta, né partita per un lunghissimo viaggio intorno al mondo. Ho solo approfittato dell'esplosione del mio computer (in senso letterale) per tenere un po' a bada la mente: una missione ad alto rischio. Tornerò fra qualche giorno, tempo di cambiare la scheda madre. Nel frattempo, la sfida continua.

venerdì 18 novembre 2011

Il lavoro è amore reso visibile

I cercatori dello Spirito risultano spesso impopolari. Il loro messaggio obbliga l'uomo comune a confrontarsi con la responsabilità di se stesso e del proprio operato. Non posso esimermi dal considerare la nostra attuale crisi sociale, una manifestazione di una crisi spirituale dell'uomo, spinto dalla misteriosa forza dell'evoluzione a ricreare i propri parametri interiori.
Il lavoro, con la sua mancanza, indeterminatezza ed instabilità, è forse il fulcro simbolico più potente nell'incontro tra lo Spirito e la materia. Ogni giorno siamo immersi nel nostro lavoro: lo svolgiamo, lo sopportiamo, lo cerchiamo, lo perdiamo, lo disprezziamo, lo odiamo e lo amiamo. In ogni momento la nostra realtà ci relaziona al lavoro e ci ricorda la sua preponderanza nel determinare la qualità della vita.
A volte ci aggrappiamo così tanto ad esso, da confondere la forma con il contenuto, identificando la nostra essenza con la carriera. Ma è questa confusa interpretazione della realtà che ha portato la società contemporanea a rimettersi in discussione. Secondo il principio che identifica nella materia la manifestazione del mondo interiore, prezioso messaggio dello Spirito all'anima all'uomo in cammino, l'attuale crisi lavorativa è la manifestazione della necessità dell'uomo di oggi di recuperare il senso e il valore del lavoro come partecipazione all'opera di Dio. Lavorare significa lasciare un segno, contribuire al cambiamento, mettersi al servizio dell'uomo e di Dio, della società e dello Spirito. Qualunque lavoro opera per modificare la realtà, non solo in forma diretta; lavorare infatti significa relazionarsi, entrare nel mondo, incontrare l'altro, scontrarsi con lui, mettere in discussione se stessi, per cambiare punto di vista o conservare con fiducia la propria visione delle cose. Lavorare vuol dire vivere fra gli uomini, assaggiare la creazione di Dio, camminare nel mondo e sentirsi parte del creato. Il lavoro è amore reso visibile (K. Gibran), è costruzione di se stessi e ricerca della libertà. Perché possiamo essere realmente liberi solo se liberiamo noi stessi dal bisogno e dalla dipendenza, anche nei confronti dello stesso concetto di libertà.La libertà non può essere imposta e ogni uomo deve riconoscerla ed ospitarla nella propria anima, così come ogni uccello deve imparare da solo ad incarnare i misteri del volo.
Il lavoro è celebrazione della materia e negazione della sua predominanza sulla centralità dello Spirito. Il rifiuto del lavoro è rifiuto di Dio e del suo operato, è rifiuto del creato come perfetto specchio delle leggi Universali ed eterne. Rifiutare il lavoro, perché materiale e sporco, significa rifiutare la materia, dono che la divinità ha offerto agli uomini per lasciarli giungere nuovamente e consapevolmente fino a lui.
Possiamo lasciare un pezzo di noi in ogni gesto che compiamo, perché le nostre azioni  e il nostro lavoro sono la proiezione dell'anima verso il mondo; riconoscere a noi stessi il diritto al lavoro, significa accettare nel profondo dell'Essere di avere un posto nel mondo, dal quale operare per il bene dell'umanità, con coraggio e virtù qualunque sia la nostra mansione.