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domenica 4 luglio 2010

Malattia messaggio dell'anima

Quando parla, il corpo non mente mai, e ciascuno di noi è in grado di comprenderne intuitivamente il linguaggio, poiché egli parla una lingua antichissima, esistita da sempre: quella dei simboli. L'interpretazione in chiave simbolica, psicosomatica, delle malattie consente di integrarne il messaggio profondo a livello della coscienza, in questo modo si può eliminare la vera causa di un disagio ed il corpo può guarire. Viceversa se eliminiamo solo l'effetto di uno squilibrio interiore, cioè il sintomo, questo è destinato a ripresentarsi nello stesso organo o in un altro situato più in profondità. La malattia, indipendentemente da quanto grave sembri, ha sempre la stessa origine: il nostro sistema vuole avvertirci di un disagio profondo che non possiamo o non vogliamo vedere e per farlo si avvale di una manifestazione fisica ben evidente. È proprio come quando siamo in macchina: mentre guidiamo sereni verso la nostra meta, la spia della benzina si accende per indicarci che il carburante sta finendo e dobbiamo fare rifornimento; è un servizio molto utile: cosa faremmo se non sapessimo di essere in riserva?, con buona probabilità la macchina si fermerebbe e rimarremmo a piedi. Quindi, quella spia è molto utile, come lo è un sintomo fisico. Non ho mai visto qualcuno arrabbiarsi e prendersela con la spia dell’auto perché la benzina sta finendo, allo stesso modo non dobbiamo prendercela con alcun disagio del corpo, ma indagarne con amore le ragioni profonde che esso ci vuole indicare.
Cerchiamo quindi di chiarire: il sintomo è la manifestazione sul piano fisico di un disagio della coscienza, della rottura dell’equilibrio interiore, e può manifestarsi sul piano fisico o su quello mentale, come avviene ad esempio nel caso delle patologie psichiatriche. Cercare di spegnere un sintomo sarebbe come voler disinnescare la spia della riserva dell’auto: la deleteria interruzione di un fondamentale sistema di comunicazione. Questo ci indica pertanto la giusta procedura: il sintomo va reso inutile individuando più in profondità ciò che esso sta ad indicare, incontrando così la causa movens, il vero disagio interiore.


martedì 15 giugno 2010

Sahasrara: il settimo chakra

Questo è il loto dai mille petali dell'infinita consapevolezza. E' il chakra della spiritualità suprema, della coscienza cosmica che ci trasporta al di fuori della nostra limitatezza fisica e terreste per connetterci con l'universo intero, raggiungendo così l'assoluta purezza dell'Essere.
E' in questo centro che si riflette la vibrazione di tutti quelli precedenti, secondo il motto alchemico attribuito ad Ermete "Come in altro così in basso". Qundo l'energia di
Kundalini è libera di fluire lungo il canale di sushumna attraverso i chakra aperti, essa esplode nel settimo irradiando il loto di mille colori. Questa è l'illuminazione, il risveglio ultimo, la coscienza del vuoto supremo, quel vuoto che non è mancanza ma unione completa con il divino.

COLLOCAZIONE: sopra il capo
ELEMENTO: puro pensiero
COLORE: violetto, dorato, arcobaleno
ORGANI INTERESSATI: ghiandola pituitaria (epifisi), cervello
MANTRA: aum, puro silenzio dell'Infinito


Anja: il sesto chakra

Anja, il terzo occhio, il centro della visione. Il punto di unione, di fusione degli opposti. L'annullamento della dualità. L'accesso al regno interiore, alla consapevolezza; Anja è la porta della coscienza. Questo è il chakra dell'intuizione, della vista attraverso la luce dello Spirito, dell'intuito. Per mezzo della sua potente vibrazione sperimentiamo le forze più profonde che dimorano in noi e guidano la nostra anima sulla via della luce.
I suoi due petali rappresentano la nostra duplice natura, la mente razionale e quella intuitiva che si incontrano fondendosi in un'unica entità. Questa unione profonda conduce al matrimonio interiore, a quell'androginia primigenia tanto agognata dall'uomo che ricerca la strada verso casa. L'insidia più grande, in questo centro, è il potenziale predominio della mente razionale, ultima propaggine della vibrazione terrena e materiale. L'intelletto non deve arrogarsi il potere di dominare lo spirito; esso resta infatti, se pur nella sua complessa e raffinata struttura, il mezzo supremo ed ultimo della materia, destinato a dissolversi per aprire la porta al dominio dello Spirito.

COLLOCAZIONE: spazio fra le sopracciglia
ELEMENTO: etere
COLORE: indaco - violetto
ORGANI INTERESSATI: ghiandola pineale, occhi, viso, seni frontali, naso
MANTRA: om