venerdì 6 marzo 2020

Un ritorno al buio dell'animo.

Sono tornata. Complice quest'aria di incertezza che accompagna ingombrante una quotidianità quasi rituale. Da quando sono diventata madre mi sono scoperta più cauta nel giudizio e spiccatamente fatalista. Eppure respiro malvolentieri l'odore della paura. Mai come in questo clima drammaticamente pestilenziale noi esseri umani possiamo sperimentare quanto siamo collegati, quanto un solo nostro respiro sia in grado di trasmettere all'altro un essere invisibile che viaggia nel silenzio dei sensi. Mi piace questa consapevolezza, perché ci costringe ad arrestare il vortice della frenesia quotidiana, ci spinge ad osservare, studiare l'altro e, seppure ci renda sospettosi, ci obbliga a sentire. Le emozioni sono prepotenti, rumorose e si riscuotono ataviche paure. Ma l'anima ha i suoi percorsi segreti e sa cogliere il valore profodo dello smarrimento interiore. Ed è così che voglio vivere questo momento, fluttuando nell'incertezza inquieta e permettendomi di percepire la mia umana impotenza, affinché la mente ceda con arrendevolezza il posto alla nostra anima divina.

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