domenica 25 dicembre 2011

Pausa involontaria per un salto quantico

Ciò che rende unica la vita è anche la sua capacità di sorprenderci. E sorprendere me, con le mie continue fluttuazioni premonitrici, emotive e razionali, non è certo facile. 
Eppure, in questo breve ma intensissimo periodo di assenza, ho sperimentato la forza della persuasione dell'esistenza. Uno scoppio sordo, e il mio pc ha lasciato questo mondo dignitosamente, dopo anni di encomiabile carriera. La sua scheda madre ha smesso di respirare, gettandomi nell'assoluta impossibilità di comunicare con il mondo esterno. Un nodo centrale per chi, come me, ha un congenito conto in sospeso con la comunicazione profonda, quella che tocca il cuore, che esce dall'anima e attinge dall'inconscio più profondo, dall'Essere superiore. Ecco che, in questo turbinio di richieste inevase, il mio sistema ha preteso una pausa, affinchè la mia coscienza potesse riflettere se stessa e nel riflesso, finalmente, osservarsi e riconoscersi.
E' vero, è un momento di importanti trasformazioni, di scelte mature, di cambiamenti forti e a lungo desiderati. Una tauromachia divina, che si consuma nell'antro del Minotauro, chimera indiscussa di terrificanti e dolorosi dedali interiori. Urgeva una visione dall'alto, prima di immergersi ancora nell'esistenza, con una pelle nuova, una vibrazione quanticamente superiore. 
La mia tiroide, piccola farfalla avvolgente e costruttiva, ha diretto questa orchestra celeste, richiamandomi all'ordine delle secrete cose, che sono al contempo segrete e secrete, perchè misteriore e liberate dal centro vitale della gola, la comunicazione fra l'alto e il basso, il punto in cui la terra e il cielo si incontrano unendosi in un amplesso animico profondo.
Mi è stato chiesto di più, e ho risposto alla chiamata del mio essere con una discesa agli Inferi segreta e intima. E ora ringrazio quelle forze che hanno "spento" a forza la mia comunicazione verso l'esterno "uccidendo" il mio computer, primo passo per la proiezione verso la comunicazione interiore. 
Così, come un naufrago che ritorna fra i vivi dopo un lungo isolamento, mi riaffaccio cauta e guardinga sulla scena delle mie parole, lieta di essere nuovamente qui.



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