domenica 25 settembre 2011

Nota politica 1 - L'isolamento è il trabocchetto della via spirituale

Quale impegno scociale e politico è richiesto a chi fa della via dello sipito il centro della propria vita? Forse la ricerca interiore consiste nell'astensione da ogni forma di partecipazione alla costruzione di una società migliore, nei contenuti e nelle forme in cui essa esplica, tutela ed amministra se stessa?

Sono domande urgenti in un momento di crisi, mentre il mondo riorganizza il proprio assetto, in risposta al crollo di modelli sociali ed economici decisamente fallimentali. Mentre gli studenti, i precari, i pensionati e i lavoratori scendono in piazza per testimoniare l'esigenza di un cambiamento reale nel midollo della coscienza, i viaggiatori dello spirito si arroccano nell'eremo di un'interiorità priva di senso, se non condivisa. Sono stata lì con loro, ho cenato davanti al fuoco mentre il mondo fuori combatteva rumoroso le sue battaglie, incapace di sentirne il fracasso assordante. Ho bevuto il nettare dell'ebrezza, distante dalla mia responsabilità di partecipare. Oggi sono qui a chiedermi quanto sia giusto credere all'illusione di poter vivere pienamente senza sporcarsi le mani con la materia. Non possiamo aspettare che qualcuno fuori di noi costruisca il mondo migliore in cui desideriamo vivere. Quel mondo esiste già e sono le persone che credono nella possibilità di realizzarlo hanno il potere di incarnarlo per renderlo reale.
Il significato profondo della politica, il suo valore di strumento di realizzazione del benessere della società, è stato stuprato dalla coscienza depravata di una classe politica arrivista e senza vergogna, espressione di un decadimento interiore che ci riguarda tutti come membri di un gruppo. Siamo arrivati a questo punto perchè non abbiamo esercitato la responsabilità di proteggere e favorire uno sviluppo etico della coscienza collettiva che rappresentiamo. Abbiamo vissuto nell'isolamento interiore, delegando ad energie oscure il nostro potere divino e la capacità di diventare migliori che costituiscono la materia spirituale di cui siamo fatti.
Oggi voglio prendere sulle mie spalle questa responsabilità, come altri hanno fatto prima di me, comprendendo che la libertà di un uomo è realmente possibile quando egli la cerca nelle sue profondità, con il desiderio bruciante di manifestarla nel mondo per insegnare agli altri il desiderio di conquistarla con le proprie forze. Io credo in una libertà che non si vende, non si compra né si riceve da qualcuno; la mia è una libertà che sboccia nell'intimo di ogni uomo e si manifesta nel mondo che l'uomo incarna fuori di sé. Una realizzazione della divinità che è in noi, a dimostrare che il il fine della spiritualità non è diverso da quello della politica, perché entrambi mirano al raggiungimento di uno stato di elevazione umana e sociale che porti ogni uomo a scrivere la propria divina leggenda personale.

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