sabato 1 ottobre 2011

Figli di Matrix

Rifiutare la materia come ostacolo terreno alle celesti altezze, rende il cammino dello spirito un'inconsistente divagazione dell'Io.
Nella caleidoscopica varietà di correnti vecchie e nuove, regna il disgusto, da tutte condiviso, per la realtà terrena. Gli esseri umani che ricercano consciamente la realizzazione dell'anima, guardano con superbo distacco il regno del concreto, patria di un demone disubbidiente e sadico torturatore. Nel rifiuto della materia disprezziamo il logos e la sua cosciente incarnazione, simbolo di un volere divino di infinita conoscenza, che si realizza attraverso l'esperienza di se stessa nella forma fisica.
Mai, come in questo momento della mia vita, ho animicamente desiderato di attraversare i regni della materia per discendere nel cono infernale, fino a toccare la barba di Lucifero. Resisto agli attacchi possenti del mio ego, che esprime nella lotta tutta la sua perfida maestria. Dubbi, provocazioni, sentimenti di doloroso terrore, le armi mortali di una creatura che sa quanto la sua stessa sopravvivenza dipenda dalla mia intrinseca debolezza.
Sono un crociato, sono un Templare che porta sul petto la croce della materia, perché l'ego possa morire, sacrificato sulla forma della sua stessa sostanza. Non mi turbano le sue aggressioni, fatte di torbide insinuazioni e subdole schermaglie interiori. La mia natura divina ha preso il sopravvento, dirigendo questa nave verso la sua storia personale. Combatterò per la morte dell'Io e il ritorno dell'Essere, per abbandonare la materia solo in seguito al suo completo attraversamento.


3 commenti:

  1. "Combatterò per la morte dell'Io e il ritorno dell'Essere, per abbandonare la materia solo in seguito al suo completo attraversamento."
    Sono d'accordo su tutto, soprattutto sul fatto che per avanzare non si deve disprezzare la materia ma trascenderla, come? Bisogna viverla, integrarla, esperirla e poi lasciarla andare partendo dall'amore per essa e non dal disgusto. Il disgusta crea altro ego, senso di superiorità spirituale. Io Sono qui perché Io Sono la scelta di Essere qui. Disprezzare ciò che comporta rappresenta disprezzare Ciò che Io Sono. Ma non combattere per la morte dell'Io, abbraccialo, amalo, esperiscilo... se lo combatti lo rafforzi e lo rendi insormontabile. Abbraccialo e scomparirà tra le tue braccia...

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  2. Condivido caro A., ma non diciamolo al mio ego. E' un po' come i miei ragazzi in classe: alzare la voce ed essere assertivi a volte è necessario in presenza di un confronto volto a testare la nostra resistenza. Ma è un'assertività dettata dall'amore. Amo il mio ego con tutta me stessa, per questo lavoro per la sua dissoluzione.
    Un abbraccio.

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  3. Eccomi Bea!
    Grazie per essere passata dal mio blog. Avevo già letto questo post e non avevo commentato per non rischiare di ripetermi con i complimenti che già ti ho fatto in passato. Il significato è bellissimo! Come l'hai "materializzato" è ancor più bello! Complimenti veri e sinceri per come scrivi.
    Quanto al post, per la mia età anagrafica forse dovrei iniziare a lasciare andare l'ego. Ma visto che in passato non è venuto fuori abbastanza, il bambino cresciuto che c'è in me vuole tuffarsi ancora dentro la materia. Ed io lo assecondo volentieri. Solo così sono convinto che lasciare l'ego sarà cosa più dolce e spontanea.
    Un abbraccione, ciao! ;)

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