giovedì 28 luglio 2011

L'uomo nell'ombra - diario della mia guarigione: Giorno primo

Non possiamo distruggere il buio che abita dentro di noi: in quanto seconda faccia di una stessa medaglia esso non può essere dissolto, ma solo illuminato dalla consapevolezza profonda dell'Essere.
Il buio è ombra, oscurità, timore, vuoto, senso di abbandono, distacco, sofferenza. Un dolore che si nutre di altro dolore per tenersi in vita, per mettersi in mostra, che chiede di essere illuminato e restituito alla consapevolezza. A volte quel buio prende possesso della nostra vita e la dirige alla ricerca di altro dolore di cui nutrirsi. Un corpo che cresce dentro e si espande, conquistandoci in un attacco serrato e subdolo.
Non avevo mai preso coscienza del suo potere prima d'ora, prima della sua brutale conquista, prima di quella aggressione energica che mi ha fatto vacillare. Il dolore può sommergeci come un'onda anomala dirompente. E' difficile da decifrare, da qualificare in qualche modo, perché non appartiene più realmente al presente; è una sofferenza passata, che dimora silenziosa nelle pieghe del nostro io più profondo. Un bagaglio antico ma sempre vivo, come il magma che scorre nelle viscere della terra, pronto a sfondare la superficie della crosta per manifestarsi in tutta la sua temibile potenza.
Dopo il getto bollente, resta solo un terreno bruciato, arido e incolto, tutto da ricostruire. Ma la potenza di quel magma, se non impariamo ad incanalarlo e a renderlo funzionale alla nostra crescita, può nutrire l'ombra rendendola ancora più forte e spaventosa.
Sto lottando contro questo "corpo di dolore", l'uomo nell'ombra, la bestia nera, il vampiro succhia-sangue, mr. Ide, la creatura delle tenebre. Lotto per comprenderlo, per integrarlo, per conoscerne la vera natura. Lotto per riportarlo, come sempre, alla luce.

Nessun commento:

Posta un commento