sabato 16 luglio 2011

Il vero viaggio germoglia dal seme della coscienza - NèaPolis 7 nno II

Si può fare un viaggio senza neppure muoversi, anzi restando immobili, per assaporare le innumerevoli sensazioni che si agitano all'interno della me nte senziente. Si tratta di un viaggio sciamanico, di un cammino iniziatico, di un'educazione alle profondità del Sé. Una discesa negli inferi, alla scoperta del misterioso mondo sotterraneo dell’anima. Nella valigia una buona dose di pazienza, umiltà, accoglienza, dedizione e sana curiosità. Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza, direbbe il sommo poeta, ed è quella conoscenza segreta, profonda, diretta dell’intimo, il ricordo da portare indietro da questo viaggio evolutivo a chilometri zero. La sua meta, la sconfinata distesa dell'ignoto, il mare delle possibilità, l’infinita indeterminatezza dell’assoluto, alla ricerca della materia di cui sono fatti i sogni, delle antiche memorie che si affastellano nel labirinto interiore. Si tratta di un viaggio ecologico, che sfrutta una forma di energia bio-compatibile ed altamente rinnovabile: quella della coscienza, che con la sua plastica ineffabilità sa trasformare gli impulsi animici, rinnovando sé stessa e il proprio potenziale di crescita spirituale. Una coscienza che si anima di coraggio e determinazione, per alleggerire sempre più, passo dopo passo, il fardello che porta con sé in questo non-luogo del mistero, che sembra essere in definitiva istanza l’unica vera realtà possibile, l’unica vera realtà esistente. E per tornare in questo mondo basterà aprire semplicemente gli occhi e rendersi conto che la vera essenza dell’uomo non è la terribile miniera oscura che lo abita, ma il quieto e fermo cielo delle stelle fisse che si erge a baluardo del seme divino, in un gioco ancestrale di morte e rinascita.

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