mercoledì 20 luglio 2011

Assicurazioni Generali: non raggiungi gli obiettivi di vendita?, LICENZIATO!

E’ previsto per giovedì 21 luglio, dalle 10 alle 13 in piazza Santi Apostoli, il presidio organizzato dai lavoratori di Assicurazioni Generali. I dipendenti con mansioni di vendita della più importante compagnia assicurativa italiana, fra le prime nel mondo, scendono in piazza per difendere la loro dignità; si tratta di una resistenza quotidiana contro le vessazioni, le indebite pressioni commerciali e i licenziamenti per mancato raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’azienda. La loro condizione lavorativa è anomala se non paradossale; un contratto a tempo indeterminato che prevede una retribuzione fissa di 400/500 euro al mese, per 8 ore di lavoro al giorno. Una parte variabile (ossia le provvigioni ed i premi di produzione sui nuovi contratti ) non contrattualizzata e quindi decisa unilateralmente ed arbitrariamente dall'azienda. Assenza dei buoni pasto. Di conseguenza, per avere una significativa integrazione alla retribuzione fissa, i lavoratori devono raggiungere una quantità di vendite ai limiti dell’impossibile per chi decide di farlo nel rispetto delle normative. Inoltre, nei calcoli per il raggiungimento degli obiettivi, rientrano solo le nuove vendite, mentre rimangono escluse tutte quelle attività svolte comunque dal dipendente quali pagamenti di rate, consulenza post-vendita, assistenza al cliente. Come se non bastasse, poi l'azienda non fornisce l’organizzazione del lavoro (nominativi, cellulare aziendale, etc.), anzi pretende che i nominativi dei clienti da contattare siano reperiti dai dipendenti stessi. Ciò pone enormi problemi circa il rispetto della privacy, soprattutto a seguito dell'entrata in vigore del Registro pubblico delle opposizioni, che prevede una serie di procedure particolari a carico dell’azienda. I responsabili commerciali, esercitano forti pressioni sui dipendenti per spingerli a vendere sempre di più. Sui dipendenti che non raggiungono gli obiettivi l’azienda si accanisce con provvedimenti disciplinari fino al licenziamento. I dati sono inquietanti, basta guardare il turnover: su 60 dipendenti operanti nella sede centrale di Roma si sono verificate, solo nel 2011, sedici dimissioni volontarie. Le nuove assunzione avvengono non più a tempo indeterminato, ma a tempo determinato con un contratto di diciotto mesi. Così, da un numero di 2600 venditori operanti nel 2008, il settore conta oggi circa 1730 produttori sparsi in tutta Italia. Ecco perché i lavoratori si sono organizzati, intraprendendo una coraggiosa battaglia che ha visto, nel giugno 2009 la costituzione della rappresentanza sindacale, dando vita ad iniziative importanti; si comprende quindi il rilievo del presidio del 21 luglio prossimo, in un momento in cui l’azienda risponde alla protesta inasprendo ancora di più la propria politica, come dimostra il recentissimo licenziamento di due delegati sindacali. Questo sarà un ulteriore passaggio di una lunga campagna a favore della dignità e del rispetto dei lavoratori che ha lo scopo di spingere la compagnia a rivedere la propria organizzazione in senso più umano ed efficiente. Un fatto però è certo: i lavoratori in piazza non saranno soli.

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