martedì 19 aprile 2011

La lingua dei segni: comunicare con il proprio essere

Oggi voglio dedicare questo sapzio ad una persona brillante con la quale ho la fortuna di condividere tante meravigliose esperienze, che si è raccontata in veste di assistente alla comunicazione in questa intervista.

Cara Francesca, cos'è che ti ha spinta a studiare la LIS scegliendo questo percorso di assistente alla comunicazione?
Dunque, quando ero molto piccola ho visto, casualmente, delle persone sorde che usavano la lingua dei segni per comunicare; ne rimasi molto affascinata e mi ripromisi di strudiarla. Molti anni dopo ho iniziato il percorso che mi ha portato a fare il mio lavoro attuale. Ho iniziato a studiare la lingua dei segni per passione e poi mi sono ritrovata a fare l'assistente alla comunicazione!

Com'è strutturata una lingua che non fa uso di suoni, ma di gesti?
Le lingue dei segni, come le lingue parlate, hanno una grammatica, un lessico, dei modi di dire... insomma, anche se può sembrare strano, non sono dei gesti che ricalcano la lingua parlata, ma delle vere e proprie lingue. Infatti cambiano da paese a paese e esistono addirittura delle varietà dialettali.
Spesso si pensa che la lingua dei segni sia un linguaggio inventato in modo artificiale per dare alle persone sorde la possibilità di espremirsi. Per questo stesso motivo ci si aspetta che sia uguale in tutto il mondo. In realtà le lingue dei segni nascono in modo spontaneo. Se pensiamo, ad esempio, al francese ed al giapponese (lingue parlate), non ci stupisce che persone che vivono in luoghi geograficamente tanto distanti e con culture tanto diverse abbiano sviluppano delle lingue parlate così differenti. Lo stesso accade per le lingue segnate.

Quali sono, secondo la tua esperienza, le principali difficoltà nel percorso di apprendimento di un udente per imparare la lingua dei segni?
Anche se negli ultimi anni i linguisti hanno dedicato molte ricerche alla lingua dei segni, non esistono delle vere e proprie grammatiche per studiarle. Ci sono dei corsi per imparare la LIS (Lingua dei Segni Italiana) tenuti da insegnanti sordi, ma all'inizio, almeno per la mia esperienza, l'apprendimento era molto sfumato. Non riuscivo a capire bene quali fossero le regole che stavano alla base della lingua e mi sentivo un po' come un pappagallo: imitavo l'insegnante, ma in modo un po' meccanico.

Quanto è determinante la pratica della lingua dei segni nell'ambito dell'esperienza scolastica?
Direi che è fondamentale. Molti bambini e ragazzi sordi crescono senza conoscere la lingua dei segni. Questo significa che, spesso, crescono senza conoscere una lingua, perché quella parlata, nella maggior parte dei casi, viene appresa solo con molto sforzo e con tanti anni di terapia logopedica. E' importante che il ragazzo sordo abbia la possibilità di accedere ai contenuti scolastici tramite una lingua che non gli crei difficoltà. Mentre la lingua parlata richiede uno sforzo,la lingua dei segni permette di tradurre tutto ciò che viene spiegato a scuola nella lingua naturale per il sordo.

Non c'è la possibilità che la lingua dei segni porti ad una ghettizazione delle persone sorde, mentre il non apprenderla ad una maggiore integrazione nel mondo degli udenti?
La scelta migliore per i sordi è certamente il bilinguismo: lo studio della lingua dei segni e della lingua parlata. Se, da un lato, l'uso della sola lingua dei segni può portare al rischio che le persone sorde si isolino nella loro comunità, il non apprenderla può causare che il sordo non si senta a proprio agio nell'esprimersi con la sola lingua parlata e che quindi, ancora peggio, si isoli del tutto per evitare di esporsi.
Se un sordo è in grado di esprimersi bene in una lingua (quella dei segni), conoscerà il piacere della comunicazione e si sentirà ancora più invogliato ad apprenderne un'altra (quella parlata).

L'insegnamento della lingua dei segni è una prerogativa di insegnanti non udenti?
La lingua dei segni all'interno dei corsi viene insegnata solo da insegnanti sordi, almeno nei primi livelli di apprendimento. In questo momento ci sono tre livelli per l'apprendimento base della lingua e poi si può scegliere se continuare a studiare un altro anno per diventare assistente alla comunicazione, o altri due per diventare interprete. Persone udenti che insegano la lingua dei segni, per il momento, si trovano solo in questi due corsi di specializzazione e sono, in genere, interpreti.

Vorresti collaborare con il nostro blog per realizzare un progetto di diffusione?, sarebbe interessante imparare dalla tua esperienza.
La lingua dei segni è una lingua molto affascinante ed espressiva e consiglio a tutti di provare ad apprenderla sia perché è una lingua molto bella in sé, sia perché può farci conoscere un mondo nuovo, quello della sordità, che è fatto di arte, di poesia e di canzoni che hanno davvero una gran forza espressiva, che spesso neanche immaginiamo.

Sei reclutata!, benvenuta nel team...

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