giovedì 31 marzo 2011

Il Digiuno

Ringrazio Laura per questo post che riassume molto bene quello che vorrei raccontare della mia esperienza. In attesa che le parole mi vengano fuori in un modo umanamente comprensibile per tradurre tutte le sensazioni profonde che si sono attivate dentro di me dopo la discesa nel pozzo.
Beatrice

L’esperienza del digiuno coinvolge tanto la sfera fisica quanto la sfera mentale, nonché quella spirituale.
Tutti i giorni il nostro corpo è costretto ad un super lavoro a causa di un’alimentazione spesso esagerata rispetto ai reali bisogni. Il digiuno, invece, lo aiuta ad eliminare le tossine e ad entrare in uno stato di riposo, così che possa avvenire una completa depurazione. A differenza di quel che si potrebbe pensare, non si avverte alcun senso di debolezza o di stanchezza fisica.
In parallelo, la nostra mente si trova a dover de-strutturare uno schema così radicato nel nostro essere quale è l’atto del mangiare. Quante volte ci siamo messi a tavola solo perché ‘era ora’ di pranzo o di cena o abbiamo mangiato per semplice gola? Alla fine del 3° giorno di digiuno posso dire che, a parte qualche momento in cui la fame si fa sentire un po’, lo scoglio più difficile da superare è stato (soprattutto il 1° giorno) ed è tuttora quello mentale. E’ il ritrovarsi a dire: ‘Io non sto mangiando.’
Infine, la strada del corpo e la strada della mente si uniscono in quella maestra della spiritualità. Un’esperienza così particolare come quella del digiuno, soprattutto se associata ad un percorso di meditazione e di consapevolezza, può aiutarci a sentirci più forti, centrati ed equilibrati. E’, inoltre, un’ottima condizione nella quale mettersi alla prova ed esercitare la propria Volontà.
Tra le tante tappe del nostro percorso evolutivo, concediamoci quest’occasione di profonda crescita interiore.


di Laura

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