venerdì 25 marzo 2011

La sofferenza è maestra di vita

Madre Terra è sempre un passo avanti alla nostra stoltezza. Una nutrice amorevole (mi dispiace per il caro Leopardi che, vittima della propria dolorosa condizione interiore, era giunto a teorizzare una natura matrigna), una saggia e severa istitutrice. E' questa severità che a volte ci turba, incapaci come siamo di cogliere le nostre responsabilità, nella dinamica ineludibile di causa-effetto cui siamo liberamente sottomessi.
In che modo una tragedia che ha provocato almeno duemila morti (le cifre, come sempre, sono molto dicutibili), può essere interpretata come un'occasione di apprendimento per tutto il genere umano?, ho provato a darmi una risposta, immersa nel dolore e nella disperazione che un lutto simile può indurre anche a migliaia di chilometri di distanza. Perché l'energia (non solo le scorie radioattive) non conosce distanze né frontiere e la nostra interconnessione come individui, che incarnano una scintilla di quella divinità che tutti uniti rappresentiamo, ci rende partecipi della sorte di chi riconosciamo parte di noi e nostro completamento.
Oltre i veli del condizionamento che rende schiavi, la Terra ha voluto darci un segnale, svegliare le nostre coscienze sopite, mostrarci dolorosamente che questa strada che abbiamo scelto, per il nostro sostentamento fisico ed energetico ,ci rende distanti, ci separa da quell'unità che desideriamo disperatamente raggiungere e che è all'origine di ogni nostra volontà.
Voglio rendere onore a quelle persone che con un sacrificio, apparentemente non volontario sono diventate portatrici di una testimonianza. Riflettiamo e scegliamo se questo tipo di strada è quella che davvero vogliamo percorrere per la nostra specie e il nostro pianeta.
Un giorno saremo chiamati a raccogliere quello stiamo seminando. E il futuro è un seme che nasce dal passato e si pianta nel presente.


1 commento:

  1. Trovo molto giusto:"Svegliare le nostre coscienze sopite, mostrarci dolorosamente che questa strada che abbiamo scelto, per il nostro sostentamento fisico ed energetico ,ci rende distanti, ci separa da quell'unità che desideriamo disperatamente raggiungere e che è all'origine di ogni nostra volontà." Gaia

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