martedì 1 febbraio 2011

La mia ostinazione riflessa nell'ostinazione altrui

Per chi come me ama il confronto e crede nella libertà di espressione è certamente fastidioso mettere il bavaglio alle idee altrui. Ma poco fa ho preso la tremenda decisione di bloccare (che nel linguaggio facebookesco e forse anche degli altri social network vuol dire " privare di qualunque possibilità di interazione ") una molesta bocca parlante, anzi, un' impulsiva mano scrivente.
Il suo è stato un rapido crescendo di stimolazione al prurito, ma quando ho smesso di contrastare il fastidio e ho iniziato ad assecondarlo, ho scoperto qualcosa di utile e prezioso. Nessun male viene mai per nuocere, neppure la mia disturbatrice speciale. Mi piace questa nuova lezione che mi ha permesso di imparare. A volte siamo troppo aperti a tutte le scorie che viaggiano intorno a noi. A volte crediamo che continuando a parlare si possa giungere ad un punto di incontro nel rispetto della diversità. A volte non capiamo che, in determinate situazioni si deve solo mettere il punto e rimandare l'incontro a tempi migliori.
La mia ostinazione al dialogo aveva bisogno di un nuovo punto di vista. Continuerò a credere nel dialogo con amore e pazienza; ma forse da oggi in poi saprò riconoscere prima il momento di lasciare andare.

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