giovedì 6 gennaio 2011

Ouroboros: il serpente dell'eterno ritorno

Il termine Ouroboros indica il simbolo del serpente che si morde la coda (dal greco ουρà: coda e βóρος: divorante). La sua raffigurazione si perde nella notte dei tempi: la ritroviamo, infatti, nelle più disparate culture, da quella egizia a quella indù, da quella azteca a quella greca. Il serpente ha sempre rappresentato la vita, il fuoco che è insito dentro di noi, la forza creatrice che attende di essere risvegliata (si pensi alla Kundalini). L’Ouroboros, in particolare, ci trasmette un messaggio ancor più specifico: la ciclicità. Oggigiorno siamo abituati a concepire il tempo come una misura lineare, una traiettoria rettilinea avente un inizio e una fine. La forma circolare e continua di questo simbolo, invece, ci riporta a quell’antica sapienza che rispettava la natura e i suoi cicli perfetti. L’Ouroboros rappresenta l’en to pan (Uno il Tutto), l’eterno ritorno, il perenne alternarsi di vita, morte e rinascita: ciò che muore porta in sé il germe di una nuova vita. Vita che nasce da sé stessa, si nutre della propria energia e morendo torna all’origine, per ricominciare il ciclo. Ancora una volta, di nuovo, all’infinito.

di Laura


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