giovedì 6 gennaio 2011

La dodicesima notte

Non mi aspetto carbone né dolciumi, ma un raccolto prodigioso frutto di lavoro e sacrificio. Il terreno è stato dissodato e le zolle ravvivate hanno accolto la semina. Tutto tace sotto il gelo invernale, ma la Dea madre sorvola il campo arato nutrendo le mie speranze.
E' la dodicesima notte, tempo di ripristinare l'ordine appena sovvertito nell'infinito e ciclico alternarsi degli opposti di questo mondo duale figlio della prefezione dell'eternità. La mia barca è in mare, un po' più quieta dopo la burrasca e pronta a navigare ancora.
I cicli della terra coincidono con i cicli della dea e ogni attimo mi appare in segreta sintonia con il tutto che mi ha originato, in questo battito silenzioso che mi scorre dentro.
C'è un senso di attesa nell'aria nevosa intorno a me, ma è un'attesa gentile e calma, che non affretta la via, ma osserva i passi con rispettoso silenzio.
Ci rincontriamo in primavera, anima mia.

Nessun commento:

Posta un commento