venerdì 7 gennaio 2011

Basta conoscere qualcuno, per non essere figli di nessuno

Non è vero che in Italia il mercato è fermo. Anche stamattina, sfogliando una rivista patinata, ho confermato quella celebre teoria che tutti conoscono: un santo in Paradiso fa miracoli.
Proprio lì, con una faccetta ammiccante, la verità mi è balzata dritta dritta negli occhi con il volto di chi, mediocre dalla nascita, tale è rimasto nonostante la sua discreta e immeritata fama.
Siamo i maghi del riciclo: politico, emotivo, strategico, artistico. Purtroppo non ambientale. Un po' scarsini in materia di rifiuti. Ma dopotutto, anche a Casoria, se ne faranno una ragione.
Le vecchie teste non cadono mai. " Largo ai giovani ", ma solo se imparentati per vie più o meno note, con le solite immortali canizie. Ed ecco qui, in questa pletora arrogante figlia dell'ambizione, un non colto sbandierare il manifesto della nuova cultura, meglio nota con il nome di Ignoranza. Ah, benedetta ignoranza: è dura poi dimostrare ai miei studenti che tutta la fatica e il tempo sottratto alla play station e alla palestra serviranno per il loro futuro.
Eccoli lì i figli di qualcuno che si atteggiano a nuovi Scapigliati di pura avanguardia letteraria, pur non essendo, per meriti, nessuno.
Niente rabbia, amici miei: la giustizia terrena è forse un'utopia, quella divina ci attende nelle sue mille forme, nei suoi diversi colori. Ma l'unica giustizia da cui non si sfugge (credenti, atei o possibilisti) è quella della coscienza. E la coscienza si sa, è un po' come lo scorpione: riserva sempre un terribile e severo colpo di coda.
Mi consolo con un sorriso. L'ironia ci salverà, perché sa trarre nutrimento anche dall'amarezza.

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