domenica 24 ottobre 2010

Il gatto magico: da Bastet al gatto con gli stivali

Quando la mia gatta mi osserva silenziosa con i suoi occhi colmi di mistero riconosco in lei una scintilla di saggezza. Non è possibile imprigionare il suo sguardo, convogliarlo verso un punto, mentre attraversa con discreta padronanza il confine tra i mondi. Il suo spirito non obbedisce alle leggi dell'uomo, con cui condivide la consapevole compresenza in un mondo energeticamente multiforme. E' quella sua stessa capacità volontaria di modificare il flusso energetico delle vibrazioni luminose a renderla magnetica e penetrante. A volte mi scruta ad occhi chiusi, attraverso sensi che ancora non conosco. Vuole insegnarmi l'equilibrio tra il buio e la luce, l'impeto e l'accoglienza, il distacco e la dedizione. Rientro dentro di me, mentre la vedo fissare un punto nell'invisibile a me ignoto, comprendendo quell'antica verità che ci spinge a ritrovare il divino dentro di noi.

1 commento:

  1. E' bellissimo ed è proprio vero bravissima scrivi cose che penetrano nell'anima.

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