giovedì 2 settembre 2010

La ragione ci ha preso la mano

La ragione ci ha preso la mano. Abbiamo perso la mappa per raggiungere la nostra isola che non c'è. Ci siamo convinti di avere un percorso segnato, quello indicato dalla società, quello che ci incasella e frammenta, allontanandoci da ciò che siamo veramente. Abbiamo creduto ai racconti, alle scadenze sociali, alla carriera. Abbiamo rinunciato alle richieste del cuore per ottenere un posto nel mondo, un ruolo riconosciuto da quelli che contano, dal potere.
Abbiamo confuso la razionalità con la saggezza e il buonsenso con il conformismo. Abbiamo rinunciato ai sogni per la realtà, una realtà squallida e mortificante che non ci appartiene, ma che si fonda su passi già percorsi in grado di prometterci ingannevoli sicurezze. Ci aggrappiamo con tutte le nostre energie a qualcosa che è stato scelto per noi. E voliamo bassi, come piccoli uccellini senza ali, nella convinzione che solo a terra troveremo il becchime. Piccoli semi calpestati e marci, appena sufficienti per un misero pasto. Ma il cuore lo sa che siamo fatti per le altezze, le impennate rischiose. Trovare il coraggio di spiccare il volo verso mete sconosciute è compito nostro. E l'universo è pronto per offrirci i mezzi necessari.


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