sabato 28 agosto 2010

Ogni essere umano possiede in sé stesso la natura del Buddha

Eliminare la sofferenza dentro di noi rimanendo in contatto con il nostro vero sé: questo vuol dire essere un Buddha. Egli non è un dio, un asceta, un essere fuori dal comune. Ognuno di noi ha in sé l'essenza del Buddha. Ognuno di noi possiede il desiderio spirituale di raggiungere la serenità interiore e di muoversi nel mondo senza essere parte di esso.
Un Buddha è in contatto profondo con le proprie emozioni, ma non dipende da esse. Egli percepisce le forze che si muovono in lui con vigore ed energia, ma non si lascia sopraffare. Vive nella pace, che è frutto della gioia incondizionata, che alimenta in sé stesso attraverso la fiducia e la fede. Una fede che gli infonde la sicurezza di non mancare mai di nulla. Un Buddha è chi ha fatto una scelta. Egli ha deciso che la propria serenità non dipende dalla giostra del mondo esteriore, ma dalla sua risposta personale ad esso. Egli vive nel presente, conosce i segreti dell'adesso, perché questa è l'unica realtà esistente. L'inesorabilità del passato e l'insondabilità del futuro non sortiscono in lui alcun interesse. Egli è proiettato nel suo essere qui ed ora , ed è in questa dimensione che riesce a percepire dentro di sé la gioia del divenire.
Un Buddha ha sconfitto il tempo, perché ha compreso che il tempo non esiste, ma è solo una proiezione dell'incapacità umana di sintonizzarsi sul potere dell'adesso.

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