mercoledì 7 luglio 2010

L'acqua animica e il fuoco dello spirito

Il primo passo per manifestare la nostra realtà in modo cosciente risiede nella consapevolezza dei veri desideri della nostra divinità interiore, per molti identificata con l'ani-ma. Il termine anima racchiude di per sé un concetto più ampio e si differenzia in ambito ermetico da ciò che chiamiamo spirito. L'anima è la parte non fisica dell'uomo, è l'insieme fluido e mutevole delle sue emozioni, il bagaglio accumulato nel ciclo di vite e di rinascite. Lo spirito invece incarna la scintilla divina, il soffio di luce che rende l'uomo una parte di Dio. La nostra anima subisce l'influenza delle nostre convinzioni, del bagaglio esperienziale che abbiamo accumulato di vita in vita. Solo identificandoci con il fuoco dello spirito potremmo manifestare coscientemente nella materia la volontà della divinità interiore che alberga in noi, senza diventare preda dei desideri dell'anima, talvolta troppo distanti dal sentiero che il nostro spirito ha scelto di percorrere. Così, come un diamante grezzo, la nostra sfaccettata percezione animica va raffinata, lucidata e resa sempre più cristallina, perché possa coincidere perfettamente con la volontà suprema dello spirito. Allora, solo allora, potremo creare la nostra realtà in modo cosciente, manifestando il mondo dello spirito. Solo allora l'uomo sarà di nuovo artefice cosciente dell'atto puro della creazione.

2 commenti:

  1. bellissimo concetto e spiegato benissimo questa è una canalizzazione bella e buona fantastico. Mi piacerebbe riuscire a capire chi ti guida tu lo sai?

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  2. Sarebbe molto interessante, ne sono completamente all'oscuro...

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